Nuda fragilità

In una tradizione artistica in cui il nudo femminile è stato storicamente filtrato dallo sguardo maschile, Serena Tozzi propone con Nuda fragilità un’indagine radicale e profondamente intima sul corpo, svincolata da ogni mediazione oggettuale. L’artista abbandona ogni costruzione culturale esterna per confrontarsi direttamente con la propria nudità e con quella delle persone più care, trasformando la pittura in uno spazio di relazione, esposizione e verità. Il corpo non è idealizzato né ricondotto a canoni estetici, ma restituito nella sua vulnerabilità, nelle sue imperfezioni e nella sua dimensione affettiva. La fragilità evocata dal titolo non è soltanto fisica, ma anche emotiva ed esistenziale: ogni figura dipinta si fa traccia di un legame, memoria incarnata. Presenza che accetta di mostrarsi senza difese. In queste opere il tempo sembra sospendersi. Ogni dipinto trattiene l’istante e tenta di sottrarlo alla dissoluzione. La superficie pittorica diventa così luogo di contatto tra identità e alterità, tra sé e l’altro, dove la nudità si configura come linguaggio universale e condiviso. Nuda fragilità rappresenta il momento più essenziale della ricerca di Tozzi, in cui il corpo ritorna a essere origine, limite e possibilità dell’esperienza umana.